Super Crazy Kids . Commento di Piera Ricciardi

Super Crazy Kids

Commento di Piera Ricciardi

 

Super Crazy Kids è un canale, fruibile sulla famosa piattaforma di video YouTube che si rivolge prevalentemente ai bambini di età prescolare. Attraverso una serie di cartoni animati online, in lingua inglese, il canale, stimolando la curiosità dei più piccoli, si propone uno scopo educativo progressivo. I protagonisti di questi cartoon sono dei bambini che svolgono una serie di giochi educativi volti all’apprendimento di colori, lettere, numeri, forme, ecc. Le puntate sono infatti suddivise in categorie, ognuna delle quali si focalizza su un tema di apprendimento, tipico della fascia d’età prescolare, in particolare distinguendo un target di bambini più piccoli (2-3 anni) da uno di bambini più grandi (3-5 anni). Così ad esempio, attraverso delle macchinine che vengono lanciate su una pista, ci si propone di insegnare i nomi dei colori, oppure, attraverso giochi di costruzioni e incastri realizzati dai protagonisti, si cerca di insegnare i nomi delle forme.

Gli episodi rivolti ai bambini più piccoli hanno una durata media di 7 minuti e rappresentano scene semplici, in cui non sempre compaiono dei protagonisti, ma piuttosto forme, colori, giochi molto schematizzati, ma cromaticamente vivaci. Gli episodi rivolti ai bambini più grandicelli sono strutturati in maniera più complessa, prevedono anche delle interazioni tra i personaggi e hanno una durata temporale maggiore, di circa 20 minuti. Super Crazy Kids è quindi un programma completo, strutturato in episodi che vanno da un grado di complessità molto semplice che progressivamente arriva a una maggiore complessità, accompagnando in questo modo le tappe di sviluppo dei bambini dai 2 ai 5 anni circa. Dal punto di vista della grafica questi cartoon sono strutturati con figure e colori molto vivaci, e le ambientazioni e i protagonisti sono rappresentati in un formato tridimensionale. Le scene di gioco messe in atto sono accompagnate da una melodia di sottofondo; nello specifico gli episodi più semplici non prevedono altre forme sonore, mentre quelli più complessi presentano dei piccoli dialoghi messi in atto dai bambini protagonisti. Spesso è udibile una voce fuori campo che indica in lingua inglese i nomi dei colori, delle forme o di altri elementi tema di apprendimento.

Il principale obiettivo di questo cartoon sembra quello di sviluppare l’immaginazione e l’intelligenza associativa, attraverso delle scenette costruite per catturare l’attenzione dei bambini su un mondo colorato e pieno di giochi. 

Super Crazy Kids è solo uno dei tanti canali che oggi spopolano su YouTube e che riflettono la tendenza dei bambini ad usufruire sempre più spesso di Internet attraverso smartphone, tablet e pc. La TV è ormai stata relegata su un piano meno rilevante di fronte alla possibilità più allettante di utilizzare contenuti online e vedere cartoni animati su YouTube. Nella nostra epoca sempre più informatizzata, le vite dai bambini, “nativi digitali”, sono influenzate dall’utilizzo delle tecnologie digitali fin dalla nascita.

I cartoni animati trasmessi su YouTube, rispondono alle esigenze del pubblico dei più piccoli, che oggi sono abituati fin da subito a personalizzare la scelta dei contenuti da guardare. Rispetto alla televisione, infatti, vi è la possibilità di scegliere e rivedere più volte un programma, basandosi sulle proprie esigenze, fatto che consente ai più piccoli di diventare autonomi nella scelta, aggirando le limitazioni strutturali imposte dalla TV. Da un punto di vista psicologico, il bambino realizzando il desiderio di rivedere la stessa cosa più volte, ha modo di esercitare un certo controllo sulla realtà, assecondando il proprio bisogno di sicurezza e prevedibilità degli eventi. Il padroneggiare ciò che si desidera guardare diventa in questo modo possibile, rendendo il bambino protagonista attivo rispetto alle proprie scelte e preferenze, e non più solo spettatore passivo di ciò che viene trasmesso in TV in quel preciso momento. Il senso di onnipotenza, tipico dei bambini di età prescolare, trova modo di esprimersi e alimentarsi sempre di più. Se la TV con le scelte di programmazione pone dei limiti e delle piccole frustrazioni (devo aspettare per guardare il mio cartone preferito) con i canali YouTube tutto questo viene aggirato e il bambino quindi può agire seguendo il “principio di piacere”: voglio questo adesso e posso averlo senza alcuna difficoltà. Non si pone così nessun vincolo che possa aiutare il bambino a sviluppare la capacità e la tolleranza all’attesa. Inoltre, anche la strutturazione della temporalità subisce delle conseguenze, poiché non esistono più giorni scanditi e orari stabiliti in cui va in onda un determinato programma.

Un altro fattore su cui è importante riflettere riguarda la modalità con cui questi nuovi cartoni vengono guardati, perché spesso i bambini ne fruiscono dallo schermo touchscreen degli smartphone e dei tablet dei genitori. Quindi non è più necessario conoscere i numeri del telecomando della TV, ma basta sfiorare con le dita per cercare il canale giusto. Anche senza saper leggere o scrivere, i più piccoli, a due o tre anni, possono accedere ai filmati. Inoltre questi dispositivi sono utilizzabili ovunque, in casa e all’esterno e oggi YouTube sembra assolvere la funzione di una vera e propria babysitter digitale, utilizzabile in qualsiasi momento, con il solo vincolo di una connessione internet a disposizione.

Ci troviamo di fronte ad uno scenario nuovo che sembra implicare un vero e proprio cambiamento mentale dal punto di vista dello sviluppo psicologico. I bambini oggi dimostrano di possedere, fin dall’età prescolare, una memoria visiva molto sviluppata e delle capacità intuitive che a differenza del passato, vengono continuamente stimolate già in età molto precoce. Posti di fronte ad uno schermo touchscreen, i bambini intuitivamente e in maniera immediata conoscono già il funzionamento, riconoscono le icone, come se fossero già predisposti ad usare tali tecnologie digitali. In realtà potrebbe trattarsi di acquisizioni molto precoci che fanno pensare a capacità intuitive. Sono competenze e funzioni necessarie per il futuro sempre più digitalizzato, così come l’acquisizione molto precoce di altre lingue, come l’inglese in cui vengono diffusi questo genere di cartoni. Di conseguenza, la divulgazione di questi strumenti ha determinato delle profonde trasformazioni anche nei contesti educativi e formativi e in generale rispetto alle modalità con cui i bambini piccoli si accostano alla conoscenza. Ci si domanda, quindi, quali cambiamenti siano auspicabili e necessari dal punto di vista delle strategie di insegnamento. Gli strumenti digitali oggi a disposizione hanno sostituito in qualche modo degli aspetti dell’apprendimento tradizionale che in passato erano di competenza dell’istituzione scolastica. Quando un bambino oggi fa il proprio ingresso nel mondo scolastico porta con sé un bagaglio di conoscenze e delle capacità già sviluppate, per cui la rivoluzione digitale che è in atto costringe genitori ed educatori a riflettere rispetto al proprio ruolo di fronte a questo cambiamento. Viene messo in discussione anche l’insegnamento tradizionale come le lezioni frontali, considerando che i bambini oggi sono abituati fin da piccoli ad altre metodologie di tipo digitale. Agli insegnanti viene infatti richiesto di essere “2.0” (aggiornati, connessi, globali e veloci) e di utilizzare mezzi multimediali per aumentare l’attrattiva delle lezioni cercando di coinvolgere il più possibile gli allievi.

Se in passato gli adulti raccontavano storie e fiabe, permettendo al bambino di sviluppare le capacità di ascolto e di gestione delle emozioni, ma anche la gestione del tempo, attraverso l’attesa, nell’era digitale sembra esserci un cambiamento psichico molto importante, perché l’eccesso di stimolazione offerto dalle tecnologie digitali rende i bambini di oggi meno predisposti all’ascolto.

Nel corso dello sviluppo psicologico, soprattutto nei primi anni di vita, i bambini necessitano di momenti di tranquillità, di noia e delle piccole frustrazioni che questi comportano, perché è dai momenti di “assenza” che nasce il pensiero, il linguaggio e la creatività. Inoltre, soprattutto in età prescolare, per un bambino è fondamentale la dimensione degli scambi affettivi e relazionali, che rappresenta la base per i processi di apprendimento. Le tecnologie digitali se da un lato arricchiscono e stimolano l’esperienza di un bambino e l’acquisizione di sempre maggiori contenuti, dall’altro comportano una “saturazione” della mente del bambino, un “troppo pieno” che in qualche modo rischia di ostacolarne il potenziale creativo. Inoltre la dimensione digitale in cui i bambini oggi sono immersi, rischia di offuscare il ruolo della dimensione relazionale e affettiva nel processo di sviluppo di un bambino. Da questo punto di vista, l’aspetto relazionale può essere recuperato laddove i genitori propongono ai bambini di guardare insieme questi contenuti online, condividendo e commentando ciò che viene visto e sfruttando così appieno le potenzialità delle nuove tecnologie digitali.

25/11/2019

Centri Clinici AIPPI

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