Peppa pig. Commento di Silvia Cimino (10.05.2016)

Peppa pig

Peppa Pig

di Silvia Cimino

 

La serie animata di “Peppa Pig”, di origine inglese e che ha conquistato anche i bambini italiani, narra le storie di una famiglia di maialini antropomorfi composta da due genitori, mamma Pig e papà Pig e i loro due bambini, Peppa di 5 anni e George di 2 anni. Personaggi importanti sono i nonni, molto presenti nella vita dei nipotini. Gli episodi, della durata di circa quindici minuti l’uno, raccontano la vita quotidiana di questa famiglia, come le uscite al parco giochi, la spesa al supermercato, le visite dal dottore, le vacanze in campagna o al mare. Tutte le vicende presentano una trama estremamente semplice: inizia la giornata, si svolge una certa attività e si ritorna a casa a dormire.

 

Oltre ai maialini, protagonisti della serie, ci sono altre famiglie di animali (cani, pecore, gatti) composte da genitori, figli e nonni, che interagiscono con Peppa, George e i suoi genitori. I luoghi che creano lo sfondo alle vicende dei personaggi sono pochi e chiaramente identificabili, come la scuola, la casa, lo studio medico. Ci sono, quindi, i piccoli (i bambini), i grandi (i genitori) ed anche la generazione dei nonni. Queste tre generazioni sono differenziate da particolari grafici come l’altezza e i tratti del viso (i nonni hanno particolari del volto colorati di bianco, come la barba per i maschi o le ciglia per le femmine). Tutti gli adulti (genitori e nonni) svolgono un mestiere chiaramente riconoscibile, come il meccanico, il marinaio, il veterinario.

 

I bambini piccoli restano incantati da questo cartone, proprio perché racconta gli eventi della realtà concreta in modo estremamente comprensibile. Aiuta la cognizione del tempo, scandendo i diversi momenti della giornata, ma fornisce anche delle coordinate spaziali, agevolando i bambini a capire dove si trovano i luoghi. Inoltre, favorisce anche la comprensione delle dimensioni, delle differenze di genere e di generazioni: ad esempio, i personaggi adulti sono vistosamente più grandi dei piccoli, le femmine adulte diversamente dai maschi hanno gli occhi con lunghe ciglia, i nonni hanno la pelle del volto più cadente rispetto ai genitori.

 

La grafica utilizza forme e colori ben differenziati che facilitano l’individuazione dei personaggi e dei luoghi, che sono si ripetono in ogni puntata della serie. Questo aspetto di prevedibilità, che si evidenzia anche dal consueto ritorno a casa alla fine dell’episodio, favorisce nella mente del bambino un’idea di rassicurazione che nasce proprio dalla costanza della situazione presentata.

 

Anche gli aspetti emotivi sono espressi con chiarezza e senza confusioni. I personaggi vivono una sola emozione alla volta, come la felicità nel giorno del compleanno o la gelosia quando la migliore amica di Peppa gioca con qualcun altro. I conflitti sono ridotti al minimo e l’emozione della rabbia è espressa raramente e con toni poco accesi: la mamma e il papà non litigano mai, lavorano e si occupano dei bambini. Sono sempre disponibili ed esprimono prevalentemente emozioni positive. Anche le figure dei nonni, stereotipate nel ruolo di personaggi saggi, sono lontani da ogni forma di conflitto. E’ assente ogni espressione di rivalità e di ostilità tra fratelli. Tutti gli episodi finiscono con i personaggi che si sdraiano ridendo, comunicando che tutto finisce sempre bene e che la gioia e la felicità sono le emozioni che tutti provano, sia adulti sia bambini, per la maggior parte del tempo.

 

Il cartone di “Peppa Pig” racconta di un mondo così semplice che può essere compreso già da un bambino di due anni. Credo che abbia così tanto successo tra i piccoli spettatori proprio perché offre la visione di una realtà chiara che rassicura i bambini e gli permette di immedesimarsi con i personaggi. Infatti, le situazioni concrete che vivono Peppa e il suo fratellino George aiutano i bambini ad immaginarsi, ad esempio, cosa potrebbe accadergli durante una visita medica. Inoltre, lasciare sullo sfondo le emozioni più sgradevoli, come la rabbia, favorisce l’identificazione del bambino con i personaggi che esprimono prevalentemente emozioni positive e piacevoli.

 

Parlando con i bambini, però, questo cartone, già verso i quattro anni, comincia ad essere meno interessante. Appare noioso e ripetitivo. Crescendo i bambini sono sempre più interessati a capire la complessità dei rapporti tra le persone e tutta la gamma delle emozioni che è possibile sperimentare, positive e negative, anche contemporaneamente: ad esempio, con gli amici si possono vivere emozioni come affetto, ma anche rivalità e sentimenti di paura e abbandono, con i genitori e gli adulti significativi si vivono divieti, esclusioni, ma anche profondi momenti di comprensione.

 

Possiamo allora pensare che le storie di “Peppa Pig” rappresentino uno strumento che i bambini possono usare per iniziare a comprendere la realtà, favorendo la possibilità di contenere nella mente le prime e fondamentali differenziazioni come “maschio-femmina”, “grande-piccolo”, sui cui si basa la possibilità di essere se stessi nel mondo e di incontrare un altro differente da sé con il quale stabilire un legame. Questa strada verso l’individuazione psichica pone le sue basi proprio sulle prime differenziazioni di genere e di generazioni, che appaiono così evidenti nella serie animata di “Peppa Pig”. Questo breve cartone animato è quindi in linea con le spinte evolutive dei bambini e con il loro desiderio di far parte di una realtà stabile e prevedibile che favorisce lo sviluppo delle prime coordinate spazio-temporali così necessarie per la costruzione di un buon funzionamento mentale.

10/05/2016

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