I Croods. Commento di Piera Ricciardi (14-03-2015)

I Croods 

 

Commento di Piera Ricciardi

 

“I Croods” è un film d’animazione del 2013 prodotto dalla Dreamworks, scritto e diretto da Chris Sanders e Kirk De Micco, incentrato sul viaggio “evolutivo” di una famiglia di cavernicoli. Ogni componente della famiglia Croods ha un ruolo ben preciso all’interno del sistema familiare: il padre iperprotettivo Grug, la madre e moglie devota Ugga, la figlia adolescente ribelle Hip, il figlio maschio bambinone Tonco, la figlia minore Sandy e la nonna materna, un’insopportabile suocera.

 

I Croods vivono nel buio di una caverna, dalla quale non sono mai usciti se non per andare a caccia. La loro sopravvivenza fino a questo momento è stata sempre garantita dalle rigide regole imposte dal padre Grug, per il quale “tutto è male” e solo nella caverna si può stare al sicuro. Ma la ribelle Hip inizia a non sopportare questa dicotomia tra il vivere e il sopravvivere e allora le rigide regole del padre iniziano a starle strette. Grug si ostina a tenere al sicuro la propria famiglia dai pericoli che ci sono al di fuori della loro caverna, ripetendo in maniera ossessiva che le novità sono un pericolo per la loro sopravvivenza e solo la paura può tenerli in vita, mentre la curiosità porta alla morte. Se il figlio Tonco aderisce a queste regole in modo passivo, terrorizzato dal nuovo e dal diverso, la figlia Hip ha un’indole curiosa e vuole invece conoscere quello che c’è fuori la loro caverna. Lo spirito di ribellione della ragazza la porta alla consapevolezza che sopravvivere non significa vivere e allora una notte, svegliata da una luce proveniente dall’esterno, Hip  decide di uscire dalla caverna. Conosce così Guy, un ragazzo orfano che vaga solitario con un simpatico animale da compagnia. Guy le dice di odiare il buio e di aver scoperto allora il fuoco, che dà luce e illumina anche durante la notte. Il ragazzo preannuncia a Hip l’imminenza di una catastrofe, la fine del mondo, per cui è necessario intraprendere un viaggio verso la salvezza, cioè salire in alto, verso le montagne.

 

Ma raggiunta dal padre, Hip viene messa in punizione per aver disobbedito alle ferree regole della sopravvivenza. A questo punto, come preannunciato da Guy, un terremoto distrugge la caverna e costringe i Croods ad affrontare il mondo là fuori.

 

Da qui parte il viaggio verso l’ignoto, ma anche l’evoluzione di questa famiglia, che ora non può più fare a meno di accettare e affrontare i cambiamenti. Dalla distruzione della caverna e di quel mondo conosciuto fino a quel momento, si passa a nuovi paesaggi e all’incontro con nuove specie viventi. Hip ha trovato il “nuovo”, Guy, di cui si innamora, e ora un terremoto distrugge il passato, ma è da qui che si apre un nuovo scenario con una nuova luce, e la famiglia Croods non può più tornare indietro, il cambiamento è irreversibile e bisogna adattarsi alla nuova realtà. Hip, nel rapporto burrascoso con il padre, riesce a trascinare la sua famiglia, a mobilitare delle risorse interne. In un primo momento solo il padre continua ad opporsi al cambiamento, all’evoluzione, mentre il resto del sistema familiare, comprende e accetta le trasformazioni in atto.

 

Ben presto il pericolo spinge anche Grug a intraprendere un viaggio verso un nuovo habitat. La sua prima reazione di fronte al cambiamento catastrofico è di trovare un nuovo rifugio, una nuova caverna dove nascondersi, ma le sue strategie difensive si dimostrano ora inadeguate. Guy invece aiuta i Croods a cambiare prospettiva, ad usare nuovi strumenti di lettura, incoraggiandoli ad andare verso “il domani” e a non rimanere fermi. Solo in questo modo gli schemi consolidati possono essere messi in discussione e le nuove idee permettono di vivere e guardare al nuovo come un’opportunità per evolvere.

 

Lungo il viaggio verso l’evoluzione ci si può imbattere in alcuni ostacoli e allora è necessaria una nuova strategia di salvezza, la separazione. Guy, infatti, propone di esplorare individualmente dei sentieri diversi, per poter conoscere così tutto il labirinto che si ha davanti. È questa una lezione sulla individuazione: ognuno mette in campo la propria individualità con le proprie potenzialità, uscendo fuori dalla simbiosi familiare e questo permette di esplorare in contemporanea alternative diverse. Alla fine, da questa esperienza individuale ognuno ne esce arricchito. Il giovane Guy impersona così anche lo sviluppo del pensiero, delle “idee”, di una mente pensante che si contrappone alla sola forza fisica che Grug invece sa utilizzare e che si ostina a mettere in campo.

 

Hip intanto cerca di spiegare alla sua famiglia che  solo nel “domani” si può trovare la salvezza e così la meta è più vicina, presto l’altura delle montagne si intravede all’orizzonte. Grug fa un ultimo tentativo regressivo di riportare la sua famiglia in una nuova caverna, ma ormai il cambiamento è avvenuto anche dentro di loro e così tutti i componenti della famiglia rispondono: “niente più caverna”, annunciando di voler vivere da questo momento in poi solo alla luce del sole. Le regole sono servite finora a non morire, ma  lo spirito d’adolescente di Hip ha permesso di osare e di sfidare il nuovo per poter vivere nella luce. Il finale del film è rappresentato dall’inizio di una nuova vita, una nuova era, in cui l’adolescente Hip può riavvicinarsi al padre e abbracciarlo solo dopo essersene allontanata. Alla fine del film dunque I Croods non sono più cavernicoli, segno che chiunque può cambiare, così come è necessario cambiare le regole per potersi adattare alle trasformazioni. E allora le parole di Guy, che ricordano l’insegnamento dei suoi genitori prima di morire, rappresentano una grande lezione del film: “Non nasconderti, vivi, segui il sole e troverai il domani”.

 

I due personaggi Grug e Hip rappresentano due atteggiamenti ben distinti della storia: il primo incarna la paura del nuovo, il terrore di ciò che non è conosciuto, con il conseguente ritiro in sé stessi o comunque  in un mondo chiuso, ma prevedibile e per questo sicuro, mentre la figlia Hip impersona la parte più vitale e curiosa del sé, quella parte che spinta dal desiderio vuole mettersi alla prova e uscire al di fuori dei confini fino ad allora conosciuti. Dall’esperienza clinica con gli adolescenti, in realtà questi due aspetti della personalità non sono così scissi come viene rappresentato nel film. Nell’adolescente queste due spinte antitetiche  convivono, rendendo l’adolescenza una fase evolutiva piena di contraddizioni e difficoltà. È facile, infatti, osservare adolescenti che ostentano comportamenti spavaldi, con una forte, ma apparente, sicurezza di sé, con la voglia di uscire fuori dal contesto protettivo familiare per  osare e sfidare un universo sconosciuto. Ma spesso questi atteggiamenti rimandano a nuclei difensivi dietro i quali si celano la paura e l’ansia che l’adolescente vive rispetto all’incontro con il nuovo, con il diverso. L’esplorazione verso l’esterno e la spinta all’autonomia sono dei compiti evolutivi fondamentali in adolescenza, e se da una parte i ragazzi ne sono spaventati, dall’altra c’è il rischio di una vera e propria collusione da parte di una famiglia iperprotettiva che  potrebbe ostacolare e impedire le spinte evolutive dei figli verso l’autonomia e l’individuazione.

14/03/2015

Centri Clinici AIPPI

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