E' una cosa da BING. Commento di Chiara Falco

È una cosa da BING

Commento di Chiara Falco

 

“Bing Bunny” è la storia di un piccolo coniglio, ideata da un illustratore di libri per bambini americano di nome Ted Dewan e trasformata in una serie televisiva inglese nel 2014 e, nel 2018, italiana, nel cartoon  per bambini “Bing”. La serie ha un taglio psicopedagogico ed è adatta ad un pubblico in età prescolare  (2-4 anni.)

Il cartoon è composto da episodi singoli con un inizio, uno svolgimento e una conclusione. Ogni episodio è identificato da un titolo conciso e inizia con una piccola filastrocca esplicativa di quello che accadrà.

Il modo in cui sono strutturati gli episodi stimola lo sviluppo delle abilità cognite dei piccoli spettatori. La serie è composta da episodi della durata di 7.20 minuti, un lasso di tempo che permette al bambino di mantenere l’attenzione sulla storia senza affaticarsi; inoltre la struttura ben definita, l’uso di filastrocche e di momenti di sintesi contribuiscono a stimolare e a mantenere viva l’attenzione, la concentrazione, la memoria del bambino e la sua capacità di organizzare in modo sequenziale gli eventi all’interno di una cornice spazio-temporale stabile e attendibile che facilita l’apprendimento.

I personaggi principali del cartone sono Bing e i suoi amichetti cuccioli che sono rappresentati come personaggi semplici e caratterialmente ben definiti. Bing è un piccolo coniglio curioso, ma un po’ pasticcione; Soula è una elefantina che ama la precisione ed è un po’ paurosa. Panda è un cucciolo che non segue troppo le regole a cominciare dai pantaloni che spesso evita di indossare e poi ci sono altri due coniglietti di età diverse: un bebè maschio e una coniglietta femmina più grande di Bing che lo aiuta come una sorella maggiore-materna.

Gli adulti nel cartone sono rappresentati da pupazzi che esplicano la funzione genitoriale di conciliazione, incitamento a non perdersi d’animo, aiutando i piccoli a contenere il dispiacere legato ad eventi come litigi tra cuccioli, gelosie, piani per la giornata che non si possono realizzare a causa di un imprevisto e generano frustrazione e rabbia o eventi nuovi per i bambini che possono essere incuriositi e spaventati allo stesso tempo.

Da un punto di vista emotivo quindi le storie di Bing mettono in evidenza come un bambino possa affrontare con l’aiuto del caregiver le piccole inevitabili frustrazioni della vita quotidiana che egli incontra nel percorso di crescita. All’interno delle relazioni con le figure di riferimento infatti il bambino sviluppa gradualmente una rappresentazione della realtà sempre meno basata esclusivamente sui propri desideri e fantasie grazie al lavoro di accudimento della figura genitoriale che fa da mediatore tra il mondo interno del bambino e il mondo esterno. Nella serie il modo stesso in cui sono disegnati i personaggi contribuisce a dare una rappresentazione grafica del “mondo interno” di Bing, ossia della sua personale percezione della realtà. I bambini sono dei cuccioli di dimensioni più grandi rispetto agli adulti che vengono rappresentati come dei pupazzi animati di dimensioni più piccole, quasi a voler mettere in risalto la loro funzione di accudimento e l’uso che il bambino fa del caregiver come un fornitore di cure, uno strumento di aiuto per i propri bisogni che risultano di dimensioni più grandi rispetto a quelli dell’adulto proprio come i personaggi, almeno in questo momento dello sviluppo. L’adulto si presta come punto di riferimento per i cuccioli e la comunicazione si basa su concetti semplici ed esposti in modo chiaro e calmo, in modo da mettere in evidenza i nessi causali tra una azione e le sue conseguenze e soffermandosi sulla comprensione e modulazione delle emozioni e dei sentimenti correlati. Bing impara così a comprendere la propria esperienza attribuendole un significato più realistico e a conoscere e regolare meglio i propri vissuti emotivi per trovare o accettare una soluzione che riporterà ad un clima di serenità.

In ogni storia infatti Bing (da solo o in compagnia) fa esperienza dell’ambiente che lo circonda e spinto dalla propria curiosità si relaziona con il mondo dei pari e degli adulti. Le emozioni e i sentimenti predominanti all’inizio di ogni episodio sono di carattere positivo, ma con il procedere della narrazione il clima emotivo cambia a causa di un imprevisto o di un pasticcio ad opera di Bing. Il coniglietto si trova quindi a dover affrontare sentimenti di frustrazione, dispiacere, rabbia, spavento poiché i suoi desideri e le sue aspettative vengono disattese. Egli infatti non è ancora in grado di valutare bene le proprie abilità né le conseguenze realistiche delle proprie azioni e ha quindi bisogno dell’aiuto del caregiver che sostiene, rinforza e potenzia le sue abilità in via sviluppo così che Bing riesca ad affrontare le difficoltà. Questo processo porta Bing ad interiorizzare la rappresentazione dell’esperienza e alla fine dell’episodio Bing stesso ripercorre i momenti salienti di ciò che è accaduto e di cosa ha imparato. I concetti basilari vengono comunicati sia attraverso le parole, mediante una narrazione temporalmente ordinata e dotata di significato logico e affettivo, sia attraverso le immagini,  facilitando così  l’assimilazione dei contenuti della storia da parte del bambino.

Il caregiver Flop è presente con la sua funzione di sostegno, contenimento emotivo e  pensiero per aiutare Bing anche in questa ultima attività. Egli restituisce al coniglietto una versione ancora più comprensibile dell’accaduto identificando l’elemento centrale della storia e mettendolo in risalto usando il motto “…..è una cosa da Bing!”.  Vengono così valorizzate da Flop le competenze acquisite dal piccolo e contemporaneamente si invita i bambini stessi ad identificarsi nella figura positiva di un coniglietto che esplora il mondo con curiosità e riesce a superare i piccoli momenti di crisi grazie alle proprie abilità in via di sviluppo e all’aiuto del caregiver e dei pari.

Un episodio esemplificativo di quanto precedentemente descritto potrebbe essere la puntata in cui Bing e Soula dipingono un murale su una parete di casa di Soula. Bing è un po’ inesperto e allora il suo caregver Flop gli spiega in modo semplice, sequenza per sequenza, come si dipinge sui muri senza gocciolare e sporcare tutto, ma il clima di divertimento dato dalla collaborazione dei due bambini nel creare insieme il murale viene rovinato dal fatto che, nonostante il suo impegno, Bing non riesce a non far gocciolare il suo disegno su quello di Soula che se ne lamenta perché lo considera ormai rovinato. Il clima diventa tragico e predomina un sentimento di irreparabilità che sembra portare ad una soluzione di stallo: mortificazione da parte di Bing e rabbia da parte di Soula. L’intervento dei genitori-pupazzi  riesce, attraverso la creatività e il gioco a sbloccare la situazione e a ricreare un clima di collaborazione e divertimento. Può essere emblematico anche l’episodio che narra il momento di andare a dormire, momento che può essere più o meno disagevole per un bambino piccolo dato che si tratta di un momento di separazione dalle figure genitoriali e può creare delle ansie più o meno forti nei bambini. La funzione di aiuto da parte del genitore-pupazzo viene fornita in questo caso sia da un atteggiamento molto calmo e paziente verso il cucciolo e le sue difficoltà, ma anche tramite informazioni e indicazioni concrete e stabili nella loro sequenza fornite da Flop e  che vengono  parallelamente scandite a livello temporale da un supporto visivo, un orologio diviso a spicchi che rappresenta all’interno di ogni spicchio l’azione da svolgere.

Questi sono solo alcuni dei tanti episodi che rappresentano frammenti di quotidianità che possono essere più o meno disagevoli per bambini e genitori e mostrano come in ogni situazione le difficoltà possano essere comprese e superate così da poter apprendere dall’esperienza.

 

 

 

02/06/2019

Centri Clinici AIPPI

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