Due fantagenitori. Commento di Silvia Cimino 30-08-2012

Due Fantagenitori

 

Commento di Silvia Cimino


Due Fantagenitori è una serie televisiva di animazione che racconta la storia di Timmy, una ragazzino di dieci anni, che ha due genitori che gli dedicano poco tempo e lo lasciano sempre con la baby-sitter Vicky, terribile, sadica ed amante del denaro. Un giorno Timmy, sentendosi molto arrabbiato, getta una palla da biliardo in terra e da questa compaiono Cosmo e Wanda, i due fantagenitori che gli sono stati assegnati. Si tratta di strani esseri, simili a piccoli angioletti con sembianze umane, provenienti dal Fantamondo, un luogo dove vivono creature magiche. I fantagenitori possono essere ottenuti solo dai bambini che ne hanno veramente bisogno perché sono molto tristi; il loro compito è quello di esaudire qualunque desiderio espresso da un bambino che non sia vietato dal Libro delle Regole: in sintesi, non si possono esprimere desideri che possono nuocere agli altri, ad esempio non si può desiderare che qualcuno si ammali. I fantagenitori vanno via quando il bambino non ha più bisogno di loro perché si sente felice e da adulto ne perde il ricordo. Inoltre, nessun bambino può rivelare l’esistenza dei fantagenitori perché altrimenti sparirebbero. Nell’avvicendarsi di rocambolesche avventure, Timmy cerca di nascondere l’esistenza dei suoi fantagenitori, specialmente al proprio maestro di scuola, che da bambino aveva i medesimi fantagenitori di Timmy, ma ne ha perso la memoria. Il maestro si configura così come una sorta di genitore vicario che non ricorda più le sue difficoltà di bambino e non riesce a comprendere i suoi figli e i suoi alunni. In questo cartone animato, quando i genitori di Timmy non ascoltano i suoi racconti, le sue richieste e non gli permettono di uscire insieme a loro, lasciandolo sempre con la baby-sitter, compaiono i fantagenitori. Cosmo, è un personaggio sbadato, che combina molti guai, mentre Wanda, sua moglie, cerca di rimediare ai pasticci del marito, ma impazzisce quando si parla di cioccolata. Si tratta quindi di due genitori che cercano di aiutare Timmy nella vita quotidiana, ma, in realtà, sono molto assorbiti dalle loro questioni e dai loro modi strampalati di risolvere le cose. Sia i genitori reali che i fantagenitori appaiono inefficienti. Potrebbe quindi sembrare che, nonostante la presenza dei fantagenitori, non ci sia nessuna speranza di trovare delle buone soluzioni ai vari problemi incontrati. Con un sottile velo d’ironia la storia narrata sembra mostrare che anche i genitori fantastici, come quelli reali, hanno dei limiti, delle stranezze e non riescono facilmente a capire il mondo dei bambini. Un aspetto interessante si riferisce all’idea che, con l’avvicinarsi della pubertà, sia necessario compiere un processo di de-idealizzazione, che permetta di considerare i propri genitori sempre più lontani da un ideale infantile di perfezione. Questo cartone sembra anche dare spazio a dei pensieri critici verso i genitori che pretendono di sapere tutto e che, nella mente del bambino, sono due figure idealizzate. Con la fine dell’infanzia e l’arrivo della pubertà, la diminuzione del potere genitoriale apre un possibile spazio per l’autonomia e acquista la massima importanza il gruppo dei pari, che per Timmy è rappresentato dagli scout, investiti affettivamente, che arrivano spesso in suo soccorso nella situazioni difficili. Possiamo quindi considerarlo un cartone che guida verso l’ingresso nell’adolescenza: lentamente cade l’idealizzazione dei genitori, rappresentati comunque da un’aura protettiva come due angioletti che, sullo sfondo, accompagnano la crescita di Timmy che si rivolge sempre di più verso il mondo dei coetanei. Possiamo chiederci: a quale età si rivolge questo cartone animato? quando è possibile comprendere l’ironia? Su internet esiste un blog molto frequentato dagli adolescenti dedicato ai fantagenitori. Leggendo le pagine scritte dai ragazzi, si scopre che Cosmo e Wanda sono disegnati sui diari e usati come porta-fortuna per le interrogazioni. Sia i maschi sia le femmine sono interessati e incuriositi da questo cartone e sono alla ricerca di tutti gli episodi per condividerli tra loro utilizzando la rete. E’ interessante che nel blog gli adolescenti dividono le pagine virtuali in due colonne e scrivono lunghi elenchi di caratteristiche negative simili tra i loro genitori e i fantagenitori, ad esempio dicono che entrambi sono strani e sbadati, si scordano le cose e si muovono continuamente da un luogo ad un altro. Si raccontano che i loro genitori fanno e dicono cose incomprensibili, proprio come i personaggi dei fantagenitori nel cartone animato. Gli adolescenti, che si trovano nel pieno del processo di de-idealizzazione delle figure genitoriali, si divertono ad elencare le mancanze dei fantagenitori che, essendo così scopertamente pasticcioni e pieni di stranezze, possono essere avvicinati con simpatia. La comprensione dell’ironia è quindi legata alla possibilità di mantenere una certa distanza dalla realtà e si realizza quando è stata acquisita una sufficiente stabilità interna. Nella mia esperienza, i bambini che ancora non si trovano nel pieno del processo di de-idealizzazione dei genitori reali, che si verifica intorno ai dieci/undici anni, hanno difficoltà a cogliere le incapacità dei fantagenitori e ne cancellano le manchevolezze. Spesso non riescono a vedere l’aspetto ironico del cartone e considerano i fantagenitori come realmente soccorrevoli. Questo avviene perché si trovano in una fase in cui hanno bisogno di idealizzare le figure genitoriali per mantenere una certa sicurezza interna. Infatti, i bambini desiderano realmente avere accanto i fantagenitori. Ma se non ne comprendono l’ironia, perché i bambini amano tanto questo cartone? I fantagenitori, che compaiono quando Timmy ne ha bisogno, rappresentano il desiderio assoluto infantile di avere dei genitori sempre disponibili e presenti. Questo desiderio è così potente che fa appassionare anche i bambini a questo cartone animato. Un bambino di sette anni, parlandomi di questo cartone che vede quotidianamente alla televisione, mi ha detto: lo sai perché si chiamano fantagenitori? Perchè sono “genitori fata”, cioè sono magici e realizzano sempre tutti i desideri. Il bambino ha aggiunto “io non ho i fantagenitori, ma se li avessi andrebbe sempre tutto bene”.

30/08/2012

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