Valutazione e Intervento dell’ADHD nei bambini della scuola primaria.

ABSTRACT

 

dell'intervento che sarà presentato al II Convegno Europeo su "La Salute Psichica del Bambino e dell'Adolescente nei Contesti Educativi"


29 nov. 1 dic 2007 Napoli 2007 “Valutazione e Intervento dell’ADHD (Deficit dell’Attenzione e Disturbo di Iperattività) nei bambini della scuola primaria”

Emanuela Quagliata, Enrica Fondi, Carmela Lombardo, Cinzia Fabro, Nicoletta Lana, Roberta Bernetti, Marianna Lembo. Gruppo di Studio sull’Età della Latenza - A.I.P.P.I. SEDE LOCALE di ROMA. Emanuela Quagliata (psicoanalista SPI e psicoterapeuta dell’Età Evolutiva membro ACP e didatta AIPPI), Enrica Fondi, Milly Lombardo, Cinzia Fabro, Nicoletta Lana (psicoterapeute dell’Età Evolutiva membri AIPPI) e con Roberta Bernetti e Marianna Lembo (Specializzande AIPPI).

Il lavoro che presentiamo illustra una ricerca-intervento - finanziata dalla Regione Lazio - con i bambini che presentano difficoltà di attenzione con tendenza all’iperattività e all’impulsività sulla base di una prospettiva psicodinamica. Tale prospettiva si focalizza sulle diverse strutture della personalità sottostanti e sulle varie forme degli scambi emotivi e relazionali all’interno della famiglia. L’intervento presta una particolare attenzione alle varie fasi dello sviluppo infantile, sul ruolo cruciale che le relazioni primarie assumono nel processo di apprendimento e acquisizione delle abilità cognitive dei bambini e sul fatto che l’apprendimento è un processo che implica una crescita mentale, la capacità di pensare e di usare la conoscenza in modo immaginativo e che ciò è inseparabile dall’esperienza emotiva. Sulla base della nostra esperienza clinica, abbiamo osservato che : - l’iperattività possa rappresentare una forma di compensazione ad una mancanza di risposte auto-protettive ed essere una difesa contro pericoli ricordati o immaginati , paure e dolore psicologico. Tale disturbo potrebbe essere visto come una difesa presente in quei bambini che non hanno avuto, in età precoce, delle esperienze sufficientemente buone di contenimento da parte di un oggetto primario. La risposta al trauma è fortemente dipendente dalla disponibilità di un oggetto materno, o di chi si prende cura del bambino, in grado di comprendere e contenere le angosce del bambino. - La scuola ha un ruolo vitale nel permettere che i problemi emotivi e mentali vengano riconosciuti e quindi curati in tempo. Una gran parte delle abilità dell’insegnante risiede nella sua capacità di osservare e, mediante questo, determinare il passo dell’apprendimento degli alunni e riconoscere coloro che stanno incontrando delle difficoltà. Diversi studi hanno infatti dimostrato l’utilità di formare gruppi di discussione del lavoro nei quali, agli insegnanti, viene offerta la possibilità di sviluppare le loro capacità osservative non solo riguardo al comportamento degli alunni ma anche riguardo all’impatto che tali comportamenti hanno sugli insegnanti stessi. Lo studio da noi effettuato ha coinvolto i bambini della scuola primaria, gli insegnanti e i genitori e si è articolato in due aspetti principali: - La formazione degli insegnanti e la loro sensibilizzazione alle implicazioni emotive e relazionali dei disturbi cognitivi e di apprendimento con specifico riferimento ad alcuni sintomi comportamentali (disattenzione, iperattività, impulsività, difficoltà di condotta, ecc). - L’intervento con bambini della scuola primaria (tra i 5 e i 10 anni) che presentano problemi di disattenzione, impulsività, iperattività, difficoltà di condotta e di apprendimento, disturbi emotivi e relazionali in genere e con i loro genitori. Emanuela Quagliata Responsabile del progetto e coordinatrice del gruppo di studio.

18/11/2007

Centri Clinici AIPPI

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