Quando i figli delle famiglie ricomposte flirtano con l'incesto. Le Monde

Da “Le Monde” 6-7 / 02 / 2011 Silvie Kerviel

MIO QUASI-FRATELLO, MIO AMORE


Quando i figli delle famiglie ricomposte flirtano con l’incesto

Quando Lola e Alexandre (i nomi propri sono stati cambiati), si sono incontrati per la prima volta, lei aveva 10 anni, lui 15. All’inizio si sono guardati come cane e gatto prima di avvicinarsi e, sei anni più tardi, innamorarsi. Una storia che sarebbe di una deliziosa banalità se le due tortorelle non fossero….della stessa famiglia.

Figli di una tribù ricomposta, Alexandre e Lola sono “quasi” fratello e sorella, secondo il termine utilizzato per designare i figli di una famiglia “patchwork”, allevati insieme ma che non hanno legami di sangue.

Alexandre è il figlio della donna con la quale il padre di Lola si è risposato. All’inizio l’entourage ha preso male questo legame giudicato incestuoso. “Delle amiche mi hanno detto che era disgustoso- ricorda Lola- la quale vive ormai un altro idillio con uno studente americano. Io sapevo bene che la nostra storia era un po’ speciale. Del resto si è aspettato prima di dirlo ai nostri genitori”.

Con l’incremento dei divorzi ed il moltiplicarsi delle ricomposizioni familiari ( si stima che due milioni di bambini vivono attualmente in Francia in una famiglia ricomposta), queste situazioni, pur rimanendo eccezioni, si presentano più frequentemente. Se ne trovano testimonianze sui Forum in Internet. Di fronte alla legge non rappresentano a dire il vero incesto, ma per l’equilibrio familiare, pongono numerosi quesiti. “Queste situazioni sono rare, perché il tabu dell’incesto è trasposto (riportato) in queste situazioni di quasi-fraternità.

La dimensione incestuosa non si limita al biologico, a coloro che condividono gli stessi geni. E’ anche simbolica” osserva Serge Hefez, psichiatra e psicoanalista, autore di Scene della vita coniugale (Fayard,2010). Per gli specialisti, tuttavia quando si stabiliscono legami amorosi tra ragazzi di differenti sponde, è un segno di disfunzionamento della tribù che i genitori tentano di ricomporre. “Più avete il sentimento di appartenere ad una famiglia, più allontanate l’incesto.

Se i limiti sono impermeabili, se uno dei genitori non intende parlare dei figli dell’altro, questo tipo di legame amoroso può essere una maniera trasgressiva di relazionarsi” analizza Catherine Audibert autrice di “ Edipo e Narciso in famiglie ricomposte” (Payot, 2009).

Questo può essere anche, per i figli, un modo per non accettare lo scioglimento del primo matrimonio. “Il fatto di scegliere un partner in seno alla tribu ricomposta potrebbe voler significare: “Non è della mia famiglia, quindi posso sceglierlo come innamorato”. Ma potrebbe voler dire il contrario: “ Ci tengo così tanto che le nostre famiglie si incontrino che faccio le cose con maggior attenzione!”. Jeanne, liceale parigina di 17 anni, riconosceva d’avere “senza dubbio” un messaggio destinato ai suoi genitori quando è “uscita” con Luis, più grande di dieci anni, suo quasi- fratello; dopo la ricomposizione familiare lei ha cinque anni. “ Credo che in questo modo io abbia voluto dire a mia madre e al mio patrigno che, anche se dividevano dei momenti insieme, non era una vera famiglia”,racconta la giovane.

Dice di aver vissuto “con un certo disagio” il suo periodo di innamoramento, soprattutto per la circostanza del “malessere” provocato alla sorellastra, più giovane, della quale Louis è il fratello. “ Aveva l’impressione d’essere coinvolta, suo malgrado, in una storia che non controllava e che disapprovava” precisa Jeanne, la quale dice d’aver messo rapidamente un termine a questa storia. Non ne ha mai parlato a suo padre, né al suo patrigno, né mai si è decisa a fare delle confidenze a sua madre, una volta che la storia è finita. “L’ha ben intuito, ma se io glielo avessi detto prima, non credo che avrebbe reagito bene”. “

Ci sono genitori che possono rallegrarsi di questo genere d’approccio tra i loro figli. Ciò sembra loro normale. Sono famiglie più o meno segretamente incestuose, famiglie endogamiche- ritiene Serge Hefez. Quelle che vivono in una dimensione non incestuale possono, per contro, essere molto turbati”. Lo choc non è lo stesso se i figli si incontrano in adolescenza, dopo un matrimonio tardivo dei genitori, o se sono cresciuti fianco a fianco. “ Ma sono sempre relazioni vissute come colpevoli, che non è facile da sopportare. Ognuno sente bene che c’è qualcosa che non va, che non è al proprio posto” avverte Catherine Audibert.

Questi amori sono pericolosi per l’equilibrio psichico degli adolescenti? Per la psicoanalista Marie-Dominique Linder, autrice, con Thèo Linder, di Famiglie Ricomposte (Hachette, 2005), questi approcci nascono per delle ragioni “sbagliate”: “ complesso di Edipo invertito, rivalità con il proprio genitore etc. Ora gelosia, invidia, vendetta sono strategie di sofferenza che distorcono l’Io” aggiunge, sostenendo che spetta ai genitori “ porre l’interdetto a queste relazioni come garante dell’integrità psichica dell’adolescente”. “ Bisogna che ognuno percepisca il senso di tali agiti. Cosa significhi questa modalità di concedersi di infrangere delle barriere” aggiunge Catherine Audibert, la quale sottolinea che il vuoto giuridico riguardo alla responsabilità dei “genitori acquisiti” nelle ricomposizioni familiari può favorire una tale confusione (disturbo) di riferimenti.

(traduzione dal francese di Giulia Miceli)

17/02/2012

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