Ansia da separazione
ANSIA DA SEPARAZIONE
Lorenzo Iannotta
Sin dall’inizio della vita, già con la nascita, ci confrontiamo con esperienze di separazione e perdita, anche se in quanto esseri umani abbiamo la necessità vitale di un lungo tempo di vicinanza e cura totale di un altro umano, che possa somministrare, per permettere la crescita, opportune dosi di vicinanza e distanza, presenza e assenza. Pensiamo allo svezzamento o, ancora di più, alle emozioni potenti che suscita la lontananza quando inizia l’epoca del nido, della scuola dell’infanzia, e così via.
Queste esperienze di separazione suscitano ansia, che non è un fenomeno patologico ma è una delle emozioni fondamentali, presente nella vita quotidiana di tutte le persone nell’intero arco del ciclo vitale e dunque è un’esperienza intrinseca all’esistenza umana. Può essere identificata con l’emozione primaria della paura e, a seconda dell’intensità, implica diversi livelli di tensione e malessere mentale e fisico. Dunque, l’ansia è uno stato di apprensione, di paura, che induce un alto livello di vigilanza nell’attesa di ciò che sta per verificarsi o solo che potrebbe verificarsi, proprio come succede quando c'è la percezione di un pericolo imminente. Nel momento più critico si manifesta anche con reazioni fisiologiche (sudorazione, tremore, ecc).
Cos’è l’ansia da separazione e come si manifesta?
Si parla di ansia da separazione quando l’allontanamento da persone o ambienti familiari scatena reazioni emotive e fisiche intense e inappropriate. Ci può essere il rifiuto a rimanere da soli in certi ambienti o grandi difficoltà per andare a dormire o nell’allontanarsi, per esempio per rimanere a scuola. In questi casi nel momento della separazione si possono manifestare sintomi somatici (mal di testa, vomito, disturbi gastrointestinali, ecc.) oltre che forti proteste, disperazione e pianto inconsolabile. Possono anche essere riferiti incubi che riguardano la separazione. Si tratta quindi di un vero disturbo che ha conseguenze significative perché influisce sui normali rapporti relazionali, rende difficile la normale vita quotidiana e può interferire sullo sviluppo.
Perché un bambino non riesce ad allontanarsi dal genitore?
Sintetizzando si può dire che ciò che appare in primo piano è che il bambino non si sente più sicuro nei rapporti con gli adulti importanti della sua vita, soprattutto non riesce a mantenere quella fiducia di base che permette a tutti noi di poter contare mentalmente sul sostegno di alcune persone di riferimento - in primis i caregiver - anche durante la loro assenza. Questo si traduce nella preoccupazione di perdere le persone a cui si vuole bene, soprattutto i genitori, o la paura che possa loro accadere qualche disgrazia; o ancora i bambini possono immaginare di potersi smarrire o di poter essere rapiti. La presenza di queste fantasie non giustifica automaticamente una diagnosi di disturbo d'ansia da separazione, diagnosi che i professionisti fanno attenendosi ad una complessa serie di fattori, tenendo in conto che la patologia nei disturbi d’ansia risiede nella gravità, nell’estensione e nella persistenza di comportamenti che limitano aspetti del normale funzionamento psichico.
Ci sono campanelli d’allarme che devono preoccupare.
Bisogna distinguere quello che è un normale livello di preoccupazione in risposta soprattutto ai primi allontanamenti dalle figure familiari dal sospetto di un vero e proprio disturbo d'ansia da separazione, che deve essere diagnosticato da un professionista che può dare indicazioni su come affrontare la situazione. Innanzitutto bisogna valutare se la normale relazione con i genitori risulta compromessa, se anche all’interno della famiglia si comincia a vivere una seria preoccupazione per quando ci si deve allontanare. Quando ci si accorge che si tratta di reazioni molto forti, travolgenti, che non vengono superate nel giro di quattro-cinque settimane allora bisogna cominciare ad interrogarsi sulle cause di questo disagio del bambino, magari parlandone con persone esterne alla famiglia, come gli insegnanti o uno psicoterapeuta.
Prima non si prendevano in considerazione queste manifestazioni di malessere dei bambini. Nel 1952 James Robertson realizzò, sotto la supervisione del famoso psicoanalista John Bowlby, il documentario Two-Year-Old Goes to Hospital (Un bambino di due anni va in ospedale), nel quale dimostrò i vari gradi di sofferenza dei bambini separati istituzionalmente dai propri genitori. All’epoca, nei reparti ospedalieri, alle madri non era consentito rimanere accanto ai figli malati soprattutto nella convinzione di dover evitare la diffusione dei germi, e gli orari di visita erano estremamente limitati. Il documentario dimostra che i bambini ricoverati e separati dai genitori proprio in un momento di estrema fragilità erano di fatto esposti ad angosce man mano sempre più intense.
Contrariamente a quanto si pensava prima, i disturbi d’ansia sono ampiamente diffusi in età evolutiva e tendono a persistere nel tempo, nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza e fino all’età adulta. Perciò può essere utile e necessario ricorrere all’aiuto di uno specialista per esplorare le radici emotive del problema e lavorare per raggiungere un maggior senso di sicurezza interna, gestendo l'ansia.
Quando può avere inizio l’ansia da separazione?
Il disturbo d’ansia da separazione si può manifestare dopo un evento molto stressante, come ad esempio la morte di una persona importante per la famiglia, una malattia, un periodo critico per la coppia di genitori o per la combinazione di due o più di questi eventi. Talvolta queste emozioni sono influenzate dal fatto che nel nucleo familiare si ‘respira’ un’aria densa di preoccupazioni, tanto che i membri fanno fatica a riconoscere la propria e altrui autonomia ed è diffusa la sensazione che il mondo esterno possa essere pericoloso.
Tuttavia vissuti di paura intensa, sensazioni di vuoto e senso di solitudine estrema, con le relative ansie e difese, non sono conseguenza diretta della separazione in senso spazio-temporale. L'ansia da separazione non è solo una reazione, di fatto è un segnale di vulnerabilità emotiva che necessita di essere compresa e elaborata per favorire uno sviluppo psicologico sano. Le prime manifestazioni ci sono nell’infanzia. In adolescenza l’ansia da separazione è rara e se si presenta può essere espressione di un disturbo di panico o di una fobia (si veda la voce Fobia scolare).
Differenze tra le varie età
Reazioni e intense espressioni d'ansia di fronte alla separazione rientrano nei parametri dello sviluppo normale nei bambini fino ai due anni; le stesse manifestazioni possono ripresentarsi transitoriamente fino alla prima adolescenza.
Assumono un significato differente quando, dopo i due-tre anni, si manifestano in ambienti sicuri, diventano persistenti compromettendo la vita sociale, scolastica e di relazione.
Nel bambino piccolo l’ansia è concreta e riguarda la possibilità non solo di perdere il sostegno e l’affetto delle persone di riferimento ma anche di poter perdere le persone stesse.
In adolescenza l'ansia da separazione generalmente si manifesta con il rifiuto della scuola e con lamentele somatiche, e può inglobare preoccupazioni per le relazioni sociali con i coetanei e con gli adulti o per le prestazioni (soprattutto scolastiche) che sono richieste a questa età.
Le modalità per esprimere il disagio variano in base all’età: laddove un adulto può utilizzare una varietà di strumenti, innanzitutto il linguaggio, per esprimere quello che sente e pensa, i bambini comunicano soprattutto attraverso il loro malessere e il loro comportamento. Più il bambino è piccolo più può essere difficile interpretare i segnali che esprime, anche perché spesso sono malesseri somatici (ad esempio perdita dell’appetito o disturbi del sonno).
Il disturbo d’ansia da separazione tende a cronicizzarsi con il tempo ed è stato messo in risalto il collegamento con il disturbo di panico con agorafobia sviluppato in età adulta, di qui l’importanza di non sottovalutare segnali di disagio ricollegabili a questa manifestazione di ansia.
Nell’immagine: Paul Klee - Ad Parnassum (da Wikimedia common)
27/02/2026