Mamma, mi racconti una fiaba? di Piera Ricciardi

Mamma, mi racconti una fiaba?
di Piera Ricciardi

1 . E’ utile raccontare le fiabe ai bambini?
La fiaba rappresenta un buon nutrimento per la mente infantile, perché da essa il bambino può trarre materiale che dà forma alle sue fantasie e contenimento alle sue inquietudini. La struttura della fiaba è infatti particolarmente adatta ad accogliere le angosce del bambino e a renderle pensabili. Inoltre attraverso i personaggi fiabeschi il bambino può riconoscere ciò che avviene nella sua mente. Raccontando le fiabe al proprio bambino, il genitore ha modo di dimostrargli di considerare le esperienze interiori, così come sono espresse dalle fiabe, come esperienze legittime, degne, e in qualche misura “reali”. Ciò dà al bambino la sensazione implicita che lui stesso è reale e importante, dato che le sue esperienze interiori sono state accettate dai suoi genitori come vere e rilevanti.

2. Quali funzioni svolge la fiaba per la vita mentale?
Una funzione importante della fiaba è quella di fornire uno spazio simbolico organizzato che rappresenta la possibilità di costruire, attraverso l’esperienza dell’ascolto, della memorizzazione e della rappresentazione, un mondo reale esterno, che poi potrà essere interiorizzato. La fiaba inoltre dà voce ai conflitti psichici del bambini e ne suggerisce possibili mediazioni, fornendo nel contempo modelli di identificazione.

3. In che modo le fiabe svolgono tali funzioni?
Un aspetto importante è la narratività, intesa come un processo che aiuta ad elaborare e a trasformare attraverso i nessi temporali e i legami psichici mancanti, quelle situazioni infantili nelle quali la sofferenza non può essere ancora simbolizzata e neppure comunicata o segnalata. Un altro processo di cui si avvale la fiaba per svolgere le sue importanti funzioni è il simbolismo. Il linguaggio delle fiabe è di tipo simbolico, per cui parla direttamente all’inconscio. Il bambino si rende conto di trovarsi di fronte a un linguaggio diverso da quello della realtà di tutti i giorni, perché le fiabe parlano di verità che non hanno a che fare con la quotidianità.

4. Che uso si può fare delle fiabe in campo clinico?
La fiaba, grazie alla sua capacità di illuminare il mondo interno del bambino, è uno strumento che si presta a usi diversi in campo clinico, nella valutazione, nella consultazione e nella psicoterapia. Oltre che in un contesto prettamente clinico, la fiaba può essere impiegata nell’ambito della prevenzione del disagio psichico e per sviluppare l’area espressiva aiutando il bambino ad affrontare e a padroneggiare le sue paure.

5. Si possono raccontare ai bambini fiabe con contenuti angosciosi?
E’ convinzione comune degli adulti che ai bambini dovrebbero essere presentate soltanto immagini piacevoli e capaci di soddisfarne i desideri. Ma il bambino deve fare i conti anche con la propria parte “oscura”, con l’aggressività, l’odio, l’ansia, la rabbia. Per il bambino è importante giungere a comprendere che esistono nella vita grandi difficoltà, ma che tali difficoltà possono essere superate se si lotta coraggiosamente per affrontarle. Nelle fiabe, inoltre, sono rappresentati, accanto a personaggi che incarnano la bontà, anche personaggi cattivi, così come nella vita reale il bene e il male e l’inclinazione verso l’uno o l’altro sono presenti in ogni uomo. La presentazione della polarità del carattere permette al bambino di comprendere più facilmente la differenza tra le due cose, mentre l’identificazione con i protagonisti favorisce in lui lo sviluppo del senso morale.

05/03/2012

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