La pubertà anticipa i suoi tempi di L. Carbone Tirelli

La pubertà anticipa i suoi tempi


Crescono troppo in fretta, o forse nascono già adulti: sono i bambini e gli adolescenti di oggi, programmati e organizzati dalla famiglia, bombardati dai messaggi dei media, equipaggiati con cellulari supertecnologici che spesso permettono loro di infrangere regole e barriere. Entrano così a tutti gli effetti nel mondo degli adulti quando questi continuano a pensarli ancora bambini. Cosa intendiamo con il termine pubertà? La pubertà dà inizio all’adolescenza, ne annuncia l’arrivo. È un periodo della vita di fondamentale importanza a causa delle rapide trasformazioni fisiche e psicologiche che creano nei ragazzi la necessità di adeguamenti, non sempre facili, alla mutata immagine di sé e ai compiti che il diventare adulti comporta. Queste trasformazioni impegnano per circa due anni maschi e femmine, con evidenti mutamenti fisici che testimoniano le complesse trasformazioni ormonali in atto. Il cosiddetto salto della crescita, espressione usata per descrivere, durante questo periodo, l’aumento improvviso del ritmo di sviluppo, del peso e dell’altezza, chiaramente visibile, corrisponde a un altro mutamento strutturale, meno evidente. Cambiano, infatti, anche l’organizzazione mentale dei ragazzi, i rapporti affettivi con i genitori, con gli insegnanti, con i coetanei, le fantasie: si dà avvio, cioè, a quel processo di profonda modificazione del proprio “mondo interno” necessario per consolidare la propria identità. In questa fase, che corrisponde di solito al periodo della scuola media, genitori e insegnanti si trovano spesso ad assistere a cambi di abitudini e di umore, a cali di interesse e di capacità cognitive, che richiedono presenza, attenzione e fiducia affinché l’avviarsi, attraverso l’adolescenza, all’età adulta sia vissuto con un senso di “guadagno” invece che di perdita. È vero che la pubertà tende ad "anticipare"? Si tratta di un dato universalmente condiviso: l'esordio della pubertà sta anticipando sempre di più. Alcune ricerche segnalano che, a partire dalla metà dell'800, si è avuto un andamento decrescente, di quattro mesi per decennio, dell’età di “avvio” della pubertà nella popolazione media femminile dell’Europa occidentale, con un anticipo dai 16 ai 13 anni. Dagli anni settanta a oggi, poi, si è avuta un'ulteriore conferma di questo andamento. Attualmente, in Italia, le bambine sviluppano attorno ai 12 anni, con frequenti casi di anticipo rispetto a tale età, per cui anni come i 10-11, che prima erano considerati a pieno titolo far parte dell’infanzia, segnano, invece, l’inizio dell'adolescenza, con tutte le difficoltà che questa può comportare. Quali sono le cause di questo anticipo? Questo fenomeno è dovuto a una molteplicità di fattori di ordine biologico e relazionale causati, fondamentalmente, dalle trasformazioni sociali. Tra questi ricordiamo: i cambiamenti delle abitudini alimentari e abitative; l’iperstimolazione degli aspetti pulsionali da parte degli adulti, che, spingendo eccessivamente al raggiungimento di traguardi, portano a un precoce senso di autonomia; i mutati assetti della famiglia, con l’attività lavorativa di entrambi i coniugi e le sempre più numerose separazioni delle coppie; il rapido passaggio al gruppo, che prende troppo precocemente il posto della famiglia con dei riferimenti ai coetanei che, in casi estremi, ma sempre più frequenti, si “organizzano” (come nei casi di baby gang e di bullismo che la cronaca giornalmente ci segnala); l’esposizione continuativa a immagini eccitanti: nei fatti di cronaca e nelle fiction, nei cartoni e nei film, in cui sessualità e violenza si coniugano, che aumentano la confusione e stimolano l’instaurarsi di comportamenti difensivi. Cosa consigliare a genitori e insegnanti? In questo periodo della vita dei figli è necessaria una presenza ancor più sensibile e attenta. La pubertà, infatti, rimette molte cose in gioco e permette all’individuo di ripercorrere e correggere i nodi irrisolti della prima infanzia. Ma è importante ricordare che il bisogno di dipendenza in questa fase è sempre presente: il riferimento alle figure degli adulti è costante, anche se il necessario confronto può presentarsi in modo critico e oppositivo. Sono i genitori e gli insegnanti a dover capire che quello che sta emergendo attraverso la tempesta puberale è un individuo con caratteristiche proprie, che richiede fermezza e fiducia, confronti e conferme da parte degli adulti. Inoltre, soprattutto nei casi in cui il processo di crescita sembra anticipare i tempi, diventa necessario concedere ai ragazzi la possibilità di oscillare, fino a quando sarà necessario, tra le nostalgie e le memorie dell’infanzia, che fanno emergere comportamenti apparentemente regressivi, e le istanze di un proprio progetto, caratterizzate da tentativi di autonomia, in modo da permettere, col tempo, l’accesso a un’identità adulta che inizia a intravedersi, anche se in modo confuso e conflittuale. Luisa Carbone Tirelli © Il Pensiero Scientifico Editore

08/01/2009

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