I gemelli, di Emanuela Abballe (15.11.2012)

I gemelli

 

di Emanuela Abballe 

 

1)    E' davvero così speciale essere gemelli?

 

E’ indubbio che le nascite gemellari provocano sempre un certo grado di stupore ed attrazione; ce ne rendiamo conto quando, incontrando due gemelli per la strada, siamo portati ad osservarli a lungo, ad ammirarli, a sorridere loro più di quanto avremmo fatto con un singolo bambino. Anche in letteratura abbondano leggende e miti sui gemelli, con diverse sfumature. Perché? Cosa ci affascina? In tutte le culture, anche se con accezioni diverse, i gemelli stimolano la fantasia delle persone. Nella nostra cultura occidentale, suscitano in genere grande curiosità e interesse e vengono generalmente associati all’idea di una completa identità, non solo fisica, ma anche psichica. Fantasia che, ovviamente, nel caso dei gemelli omozigoti, viene ad assumere una forma ancora più estrema. Nei popoli meno sviluppati, invece, la nascita gemellare sembra acquisire due accezioni ben distinte: in alcuni paesi, infatti, si assegna alla coppia una perfetta simmetria e la gemellarità viene vissuta con benevolenza, simbolo di fertilità ed eccezionalità, quasi qualcosa di magico; in altri, invece, l’arrivo dei gemelli sembra essere qualcosa di angosciante, che va “contro natura”,  incarna poteri oscuri o rappresenta addirittura una fonte di pericolo. In ogni caso, sia nell’accezione positiva che in quella negativa, la gravidanza gemellare è sempre accompagnata da vissuti diversi, a volte inspiegabili e sicuramente più intensi di quelli connessi ad una “comune” gravidanza. E forse, già il contrapporla ad una gravidanza definita “comune” è un esempio della sua particolarità.

 

2)    Fantasie ed ansie dei genitori circa la gravidanza gemellare

 

I gemelli hanno sempre un forte impatto, fisico ed emotivo, sulla propria famiglia, in primis sulla madre, che dovrà poi occuparsi pienamente di loro. Per questo, dopo l’annuncio di una gravidanza gemellare, sono frequenti nelle madri le preoccupazioni circa la gestazione e il parto. Ci si chiede:  “Ce la farò a portare a termine la gravidanza? Come saranno questi nove mesi? Come sarà il parto? Come e quanto cambierà il mio corpo?” Alcune mamme di gemelli riescono a verbalizzare chiaramente la preoccupazione che, con la nascita dei due bambini, “nulla sarà più come prima”; altre, invece, si interrogano circa le proprie competenze, con frequenti vissuti di inadeguatezza: “Sarò in grado di farcela?”. Una gravidanza sicuramente faticosa, unitamente a quelle che saranno poi le necessità dei bambini, con conseguenti notti insonni, poppate, continui cambi di pannolini, ecc. espongono certamente le mamme ad un impegno maggiore, anche fisico. Sarà quindi fondamentale il ruolo e il supporto del partner rispetto alla donna: l’uomo, infatti, dovrebbe riuscire a collaborare quanto più possibile, sia nella gestione della casa, sia anche, e soprattutto, nell’accudimento dei bambini. Non meno fondamentale sarà l’aiuto fornito dall’esterno: nonni, zii, baby sitter, ecc. per riuscire a sollevare i genitori dall’inevitabile stanchezza fisica, naturale ma, in qualche modo, specificamente connessa all’esperienza gemellare.

 

3)    Le fantasie dei genitori sul rapporto tra i figli gemelli

 

Una mamma, parlando del legame tra le sue due figlie gemelle, diceva “è qualcosa di carnale.. del resto, dal battito cardiaco, al seno, hanno condiviso sempre tutto insieme, da subito..”. Questa affermazione sembra verbalizzare con chiarezza la specificità della fratellanza gemellare, che risiede proprio nella condivisione di un legame esistente da sempre, qualcosa di imprescindibile. Ciò induce spesso i genitori a considerare i due figli come un tutt’uno, ma anche, non raramente, a sperimentare un senso di esclusione proprio da parte dei gemelli stessi, come se ci fosse la fantasia che questo rapporto, così forte e simbiotico, “tagliasse fuori” loro in quanto “altro”. Non è raro, ad esempio, che i genitori ritengano il rapporto tra due gemelli più forte dell’amore tra semplici fratelli, come se quella condizione di condivisione, da sempre esistente, li avesse esposti anche ad una condizione di parità e simmetria che non potrà mai venir meno. Sembra, inoltre, esserci la fantasia di una forte risonanza tra i vissuti e le esperienze di un gemello e quelli dell’altro; un papà, parlando orgogliosamente delle sue gemelle, diceva “si cercano di continuo e, appena una manca, l’altra per prima cosa ci chiede dove sia..” trasmettendo proprio l’idea -e la soddisfazione- di un bisogno quasi fusionale di essere sempre insieme.

 

4)    Perché vestire i gemelli in modo uguale?

 

È molto frequente, soprattutto nei casi di gemelli omozigoti, la tendenza dei genitori a vestire i due bambini in maniera identica. Perché? Quali sono le fantasie e le motivazioni che spingono a tale scelta? Può darsi che ci sia la paura di fare preferenze e discriminazioni, ma forse quello che affascina i genitori è proprio il piacere dell’essere in due, la fantasia che i gemelli saranno sempre insieme e uguali anche nella parte esteriore, come il vestiario appunto. In un certo senso, in virtù dell’interesse culturale sopra descritto, i genitori potrebbero sentirsi anche artefici di qualcosa che è degno di attenzione, per cui, specie se i gemelli sono monozigoti, tenderebbero quasi a rinforzare tale uguaglianza, per renderla ancor più evidente agli altri.  Forse, per altri aspetti, potrebbe esserci nei genitori anche la fantasia di potersi occupare di un solo figlio, sia pure in una doppia versione. La gemellarità infatti evoca al massimo grado il mito del doppio e per questo espone maggiormente ai rischi di confusione già presenti nelle fantasie di unità indifferenziata e di  fusionalità. Avere due bambini identici, da vestire e trattare in maniera uguale, andrebbe proprio a incarnare tale mito, nonché i vissuti ad esso connesso: l’idea di un ”altro da sè”, che mantiene però con il soggetto un legame assolutamente speciale.

 

5)    Come aiutare i gemelli a trovare una propria individualità?

 

Nei genitori di gemelli si evidenzia spesso la tendenza a favorire la similitudine tra i due figli, in virtù di una certa idealizzazione del rapporto gemellare stesso, con un conseguente scoraggiamento, però, della spinta alla differenziazione. Sarebbe invece importante riuscire a riconoscere ed amare i propri gemelli individualmente, accettandoli in base alle loro qualità personali e valorizzandone le singolarità e le differenze al fine di sostenere lo sviluppo delle singole identità. Questo vuol dire provare, fin dalle prime fasi della vita, a differenziare le  risposte e i comportamenti in relazione ai bisogni specifici di ciascuno, evitando di sentirsi in colpa se i due bambini manifestano esigenze diverse o richiedono atteggiamenti completamente differenti. Per tale motivo, in termini pratici, si potrebbe ad esempio fare attenzione a riferirsi a loro chiamandoli sempre per nome, piuttosto che generalizzare dicendo “i gemelli” . Si dovrebbe poi evitare di confonderli, attuando, se la somiglianza fisica è molto forte, alcune strategie per diminuire tale possibilità, come vestirli in maniera diversa e/o adottare pettinature differenti, Allo stesso modo, soprattutto con il procedere della loro crescita, sarà utile sostenere il rapporto individuale con ciascuno, prevedendo anche momenti speciali a due: madre o padre impegnati in un’attività con uno dei due bambini Tutto questo al fine di assecondare e valorizzare gusti, preferenze, interessi di ognuno, anche e soprattutto nelle differenze con l’altro. Saper cogliere ed accettare le differenze tra i gemelli, pur senza dimenticare l’importanza del loro legame, è sicuramente un compito difficile che consentirà però ai bambini di maturare e strutturarsi in quanto individui separati e distinti, ognuno caratterizzato da una propria identità. Solo attraverso la constatazione di essere diverso dall’altro, dal gemello appunto, ogni bambino potrà scoprire se stesso.

15/11/2012

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