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"RICHARD E PIGGLE"
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Presentazione | Elenco autori | Indici | Sommari

Richard e Piggle

Richard e Piggle
Studi psicoanalitici del bambino e dell'adolescente
(Il Pensiero Scientifico Editore)

Sommari Anno 2000


CLASSICI DELLA PSICOANALISI INFANTILE

Richard e Piggle. Volume 8, numero 1, gennaio / aprile 2000

Sabatini Scalmati A. Nota introduttiva a Il gioco di M. Klein. Pag.1-2

Klein M. Il gioco. Pag. 3-15

Sommario. Per la prima volta viene dato alle stampe il testo della conferenza-conservato presso il Wellcome Institute for the History of Medicine- tenuta da M. Klein nel gennaio del 1937. La Klein, ad un pubblico di non specialisti, parla dell'importanza del gioco e del ruolo che in esso assume la fantasia per lo sviluppo della vita emotiva e cognitiva e confronta la posizione psicoanalitica con quella assunta dalla pedagogista Maria Montessori. All'inedito viene anteposta una breve presentazione ad opera della traduttrice e curatrice Anna Sabatini Scalmati

Nessuna voce bibliografica.


TEORIA E TECNICA

Richard e Piggle. Volume 8, numero 1, gennaio / aprile 2000

Giannakoulas A. Teorie sessuali infantili e sessualità infantile. Alcuni aspetti delle teorie sessuali infantili e della sessualità infantile in relazione alla scena primaria e alla sessualità genitoriale. Pag. 16-24

Sommario. Scopo dell'articolo è quello di esaminare e discutere il tema della sessualità infantile e della costruzione delle teorie sulla sessualità infantile alla luce della scena primaria, del suo ruolo e della sua funzione nello sviluppo psichico del bambino. Dopo aver preso in esame il contributo di vari autori a questo tema, l'A. , rifacendosi all'elaborazione di Winnicott, affronta la questione di come il bambino diventa capace di avere un sogno completo sulla sessualità genitoriale , che si compone di un sogno ricordato e di un sogno non ricordato e senza fine . Le teorie sessuali infantili sane devono molto al sogno non ricordato e nell'analisi infantile il materiale clinico contiene elementi e caratteristiche di ciò che attiene al "sogno della sessualità".

N° 26 voci bibliografiche


Richard e Piggle. Volume 8, numero 1, gennaio / aprile 2000

Campbell D. Quando si spezza lo scudo della vergogna: riflessioni sulla valutazione degli adolescenti che commettono abuso sessuale sui bambini. Pag. 25-41

Sommario. Varie ricerche indicano che un gran numero di molestie infantili vengono commesse da adolescenti. Questo articolo pone l'attenzione sulla necessità di effettuare una diagnosi differenziale quando si valutano adolescenti che hanno commesso abuso. La pubertà e i conflitti evolutivi che compaiono durante l'adolescenza creano dei conflitti interni che possono contribuire al comportamento prevaricante dell'adolescente. In particolare il ruolo dell'ideale dell'Io, dell'immagine sessuata del corpo e la vergogna vengono influenzati dall'esperienza di essere abusati e dal conseguente comportamento di abuso attivo da parte della vittima, come dimostra il resoconto della valutazione di un adolescente di quattordici anni che aveva violentato dei bambini. Infine vengono considerate le dinamiche transferali e controtransferali che influenzano i professionisti e le istituzioni che sono coinvolti nel lavoro con adolescenti che abusano.

N° 19 voci bibliografiche


FOCUS : LA SCRITTURA IN PSICOANALISI INFANTILE. COMUNICAZIONE E TRASMISSIONE DELL'ESPERIENZA CLINICA DEL LAVORO PSICOANALITICO CON I BAMBINI E CON GLI ADOLESCENTI.

Richard e Piggle. Volume 8, numero 1, gennaio / aprile 2000

Bonaminio V. Introduzione. Pag. 42-45

Marion P. La scrittura dei casi clinici con i bambini e gli adolescenti: non solo comunicazione e trasmissione. Pag. 47-55

Sommario. La dimensione dialogica e narrativa del lavoro analitico implica un continuo lavoro di trasformazione relativa al passaggio dalla narrazione orale alla narrazione scritta. Scrivere è un processo comunicativo, la cui condizione di possibilità consiste in un atto di non-comunicazione. Secondo l'A. la specificità del resoconto clinico non è solo in funzione di comunicare e trasmettere, ma anche di cogliere e segnalare gli aspetti di non comunicazione che sono presenti nel processo analitico. La tesi viene sviluppata attraverso il riferimento a due esempi di scrittura di casi clinici.

N° 16 voci bibliografiche


Richard e Piggle. Volume 8, numero 1, gennaio / aprile 2000

Norsa D. Trasmissione e comunicazione attraverso la scrittura dei casi clinici in psicoanalisi infantile. Pag. 56-63

Sommario. Dopo aver esaminato alcuni aspetti della trasmissione del sapere psicoanalitico, l'autrice si sofferma a considerare il testo clinico come il luogo elettivo del confronto fra diversi punti di vista. In particolare in psicoanalisi infantile il resoconto clinico può essere considerato una sorta di pretesto , in quanto propone anche livelli di lettura dei registri non verbali.

N° 11 voci bibliografiche


Richard e Piggle. Volume 8, numero 1, gennaio / aprile 2000

Petrelli D. La scrittura tra costruzione e comunicazione: uso e funzione della sensorialità e delle immagini visive in psicoanalisi infantile. Pag. 64-76

Sommario. IL lavoro tratta del tema della scrittura in psicoanalisi infantile mettendone in luce alcune specificità: l'influenza che ha nella formazione e nella pratica di lavoro l'attitudine ad osservare acquisita attraverso l'osservazione del neonato e la rilevanza degli aspetti sensoriali. Una particolare attenzione è rivolta all'uso e al significato delle immagini visive in psicoanalisi e nella comunicazione scritta, con riferimento alle formulazioni in proposito di Bion, Meltzer, Milner e altri autori.

N° 20 voci bibliografiche


RIFLESSIONI SULLA CLINICA

Richard e Piggle. Volume 8, numero 1, gennaio / aprile 2000

Bertolini R. Struttura della personalità e fattori di rischio di tossicodipendenza in adolescenza. Pag. 77-92

Sommario. In questo lavoro viene presentato il materiale clinico di un giovane di diciotto anni che faceva uso di droghe, come i derivati dei cannabinoidi, l'acido lisergico e la psilocibina. L'indagine della sua personalità mette in evidenza come la sua crescita adolescenziale , sia nel campo della sessualità che della sperimentazione umana in generale, fosse ostacolata da uno stato di confusione cronica tra il buono e il cattivo all'interno delle sue relazioni d'oggetto primarie. Viene qui avanzata l'ipotesi che una inadeguata scissione primaria fra oggetti buoni ed oggetti cattivi e fra parti buone e cattive del Sé sia a fondamento della dipendenza tossicomanica, e che la presernza di tale inadeguata scissione all'interno della personalità di un adolescente costituisca un alto fattore di rischio di tossicomania.

N° 4 voci bibliografiche


Richard e Piggle. Volume 8, numero 1, gennaio / aprile 2000

Muratori F., Picchi L., Patarnello M., Casella C., Un modello di psicoterapia breve in età di latenza: descrizione di un caso. Pag. 93-109

Sommario. All'ampia tradizione dell'uso delle psicoterapie brevi in psichiatria infantile non corrisponde una altrettanto ampia ricerca della loro efficacia. In particolare sono carenti in letteratura gli studi sulla efficacia dei trattamenti ad indirizzi psicodinamico. L'obiettivo di questo lavoro è quello di studiare l'efficacia di un modello originale di psicoterapia breve ad orientamento psicodinamico applicata ad un bambino con un disturbo misto emozionale e della condotta. Il trattamento si compone di cinque sedute di psicoterapia familiare seguite da cinque sedute di terapia individuale e da una seduta finale conclusiva sui problemi focali messi a fuoco nelle prime due fasi. L'intervento terapeutico è focalizzato da una parte sulla elaborazione delle rappresentazioni genitoriali che sostengono il sintomo del bambino, dall'altra sulle rappresentazioni interne del bambino. L'obiettivo è quello di favorire una riorganizzazione strutturale attraverso un lavoro interpretativo che stabilisce connessioni tra il sintomo, il conflitto centrale del bambino e il conflitto di genitorialità. Il bambino è stato valutato all'inizio, alla fine del trattamento e in follow-up a distanza di sei mesi con differenti strumenti: CGAS, CBCL, Griglia per la risoluzione del sintomo. Gli autori descrivono ogni fase della terapia e sottolineano il buon miglioramento sia nella risoluzione sintomatologica che nel funzionamento globale del bambino e nelle rappresentazioni genitoriali.

N° 44 voci bibliografiche


Richard e Piggle. Volume 8, numero 2, maggio /agosto 2000

Carbone Tirelli L. Rappresentazioni originarie e lavoro onirico. La testa del mostro delle fognature. Pag.121-132

Sommario. Si propone una riflessione sull'origine e sulla genesi di alcune immagini visive che appaiono nei sogni di adolescenti. Viene ipotizzato un primitivo fondo rappresentativo a cui riferirle. Si esamina in particolare un sogno, portato nel corso di una psicoterapia da una giovane paziente, a testimonianza di un primitivo traumatico arresto nel processo evolutivo che la terapeuta deve poter constatare e condividere. Ciò apre la strada a successive fantasmatizzazioni.

N° 14 voci bibliografiche


Richard e Piggle. Volume 8, numero 2, maggio /agosto 2000

Catarci P., Lucantoni C. Sostenere il paradosso: dalla aporie della crescita alla costruzione di un'area potenziale nella terapia con adolescenti. Pag. 133-146.

Sommario. L'articolo affronta il tema della condizione paradossale come è spesso vissuta in adolescenza, quando il bisogno di rafforzare l'identificazione è massimo, e massima la spinta a distaccarsi e ridisegnare il legame con genitore quale oggetto primario. Questo paradosso si riproduce in modo analogo nella relazione terapeutica. Vengono presentati due casi clinici e viene discussa la modalità con la quale è possibile sostenere il paradosso, utilizzandolo come un'area potenziale a favore dello sviluppo.

N° 13 voci bibliografiche


Richard e Piggle. Volume 8, numero 2, maggio /agosto 2000

Fabozzi P. L'adolescenza tra spazio privato e diniego del mondo interno. Pag. 147-169.

Sommario. L'A. utilizza la teoria winnicottiana sul comunicare la quale sottolinea l'esistenza, anche nella persona sana, di un nucleo della personalità che non comunica mai con la realtà esterna. Egli individua poi, nella ridefinizione e nella ricerca dell'identità e dell'autenticità due tra i compiti più delicati e importanti dell'adolescenza. Tale ricerca ha come indispensabile precondizione la funzione dell'isolamento, che garantisce all'adolescente l'attiva delimitazione di uno spazio psichico privato e di uno spazio nella realtà esterna all'interno dei quali poter sperimentare se stesso ed avviare l'elaborazione dei processi separativi. Vengono infine considerate quelle situazioni in cui l'individuo giunge all'adolescenza con una incerta e confusa differenziazione tra sé e l'oggetto: in questi casi la funzione dell'isolamento subisce un'inversione , e prendono il sopravvento il diniego della realtà interna e dell'oggetto, l'onnipotenza-onniscenza e la difesa maniacale, che hanno lo scopo di preservare la frammentaria identità e il Sé isolato e nascosto.

N° 22 voci bibliografiche


Richard e Piggle. Volume 8, numero 2, maggio /agosto 2000

P. Marion: Lutto e melanconia nel sogno di un'adolescente

Sommario. Attraverso l'analisi del sogno di una paziente quindicenne il lavoro si propone di esplorare il riflesso della patologia melanconica nell'adolescenza e come essa possa interferire con i processi che questa fase evolutiva mette in gioco. I confini fra lutto e melanconia in quest'epoca della vita sembrano farsi più labili e, come nel sogno, essi costituiscono i due poli di un'oscillazione paradigmatica, che investe lo sviluppo del soggetto e il cui esito non è preventivamente deciso. L'articolo prende in esame la particolare dinamica transferale e il controtransferale attivata dalla patologia melanconica e come l'analista è messo a confronto con i processi di lutto che riguardano sia la propria adolescenza, sia l'adolescenza del paziente; la comparsa dell'affetto della nostalgia è il segno della possibile trasformazione della melanconia in un lutto riuscito.

N° 21 voci bibliografiche


FOCUS: VIOLENZA E TORTURA SUI BAMBINI NELLA SOCIETà CONTEMPORANEA

Richard e Piggle. Volume 8, numero 2, maggio /agosto 2000

Sabatini Scalmati A. Introduzione. Pag. 170-171.

Sabatini Scalmati A. Memorie congelate, memorie evitate: a proposito della relazione terapeutica con le vittime di tortura. Pag. 172-180.

Sommario. L'autrice, dopo aver presentato la Sindrome dei sopravvissuti a situazioni estreme, si sofferma sulla peculiarità di questa sindrome che, in termini generali, puo' essere ascritta alle nevrosi traumatiche. Riflette quindi sul suo lascito di devastazione, con particolare attenzione al teatro della memoria; infine propone alcune riflessioni terapeutiche.

N° 11 voci bibliografiche


Richard e Piggle. Volume 8, numero 2, maggio /agosto 2000

Grunbaum L. L'incubo post-traumatico: via regia alla cura inconscia della scissione traumatica? Pag. 181-190.

Sommario. Nella psicoterapia con i bambini e gli adolescenti fortemente traumatizzati si incontrano alcuni specifici problemi, in parte di natura tecnica e in parte dovuti all'irrompere nella capacità mentali del terapeuta del processo di relazione transferale. I bambini più giovani in terapia spesso rivelano gli effetti che sulla personalità ha uno sviluppo adattativo ad una condizione di vita ei cronica anticipazione del danno e dell'abuso. In terapia, questa situazione di vita può dare forma ad una modalità passiva\aggressiva di relazione e produrre un'atmosfera di torpore e di morte nella quale il tempo e il pensiero, assieme ad ogni possibilità di sviluppo, sono annichiliti. In questo stato di blocco, il terapeuta può sentire un urgente bisogno di introdurre nel processo terapeutico informazioni precedentemente ricevute relative agli eventi esterni traumatici. Decidere se introdurre o meno tale materiale extra-analitico non è facile e deve essere attentamente considerato alla luce della relazione di transfert. L'urgenza può essere meglio intesa alla luce della pressante questione relativa a come fare che un dialogo con un bambino, che ha a che fare con l'insostenibile, diventi sostenibile e tramite esso aprire la strada al simbolismo inconscio.

N° 7 voci bibliografiche


Richard e Piggle. Volume 8, numero 2, maggio /agosto 2000

Gampel Y. Io sono (il feroce e il trionfante) re del castello. Pag. 191-202.

Sommario. L'autrice parla della violenza sociale e delle sue conseguenze sui bambini e gli adolescenti; getta inoltre luce sui seguenti temi: il mondo nel quale viviamo, cosa offriamo ai nostri bambini, la vita familiare e le possibilità di crescita, l'agire in luogo del pensare (un modo di affrontare la realtà evitando il sentimento della pena) e la pratica psicoanalitica in un modo siffatto.

N° 12 voci bibliografiche


DIARIO CLINICO

Richard e Piggle. Volume 8, numero 2, maggio /agosto 2000

Jommi R. Il silenzio delle emozioni. Un caso di mutismo elettivo. Pag.203-215.

Sommario. Attraverso il materiale clinico relativo alla psicoterapia di una bambina affetta da mutismo elettivo, l'autrice mostra come sia giunta a formulare l'ipotesi che il tipo di relazione primario con una madre impermeabile alle emozioni e totalmente controllante rispetto a ogni manifestazione istintuale abbia privato la bambine della possibilità di effettuare identificazioni proiettive con una madre capace di réverie e contatto, esperienza considerata basilare per l'avvio successivo di una autentica comunicazione verbale. In assenza della funzione trasformativa della mente materna le pulsioni sono tenute immobili e non si è messa in moto una funzione rappresentazionale; si è costituita una identità di tipo adesivo-imitativo. Dietro al mutismo si rivela la gravità dello stato mentale di una bambina emozionalmente fragilissima, isolata, bidimensionale, che si tiene assieme adesivamente; ma il mutismo sembra anche essere espressione di una parte più forte della personalità che si oppone e che protesta rispetto all'essere “la bella statuina” di una madre che la vuole immobilizzata e che parte con un linguaggio finto, sganciato dall'emozionalità. Una parte che vuole imparare a parlare diversamente e che impone la ricostruzione di un'esperienza primaria mancata. Ci si chiede problematicamente se un'ipertrofia delle funzioni imitative sia sufficiente a spiegare gli apprendimenti scolastici acquisiti in una bambina d'altra parte così deficitaria di funzioni rappresentazionali.

N° 9 voci bibliografiche.


IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI MARION MILNER

Richard e Piggle. Volume 8, numero 3, settembre/dicembre 2000

Bruno G., Lucantoni C. Introduzione. Pag. 241-248.

Sommario. Nell'introdurre i contenuti che Richard e Piggle ospita in occasione del centenario della nascita di marion Milner, le autrici ripercorrono la storia personale e professionale di quest'ultima. Viene messa in risalto l'importanza della formazione preanalitica di questa autrice e il modo con cui questa ha posto le basi del suo incontro con la psicoanalisi. Vengono evidenziati inoltre i suoi originali contributi sul simbolo, sulla creatività e su l'arte.

N° 7 voci bibliografiche

Richard e Piggle. Volume 8, numero 3, settembre/dicembre 2000

Bruno G., Lucantoni C. Marion Milner tra le pagine e i ricordi. Conversazione con A. Giannakoulas. Pag. 249-257.

Richard e Piggle. Volume 8, numero 3, settembre/dicembre 2000

Bonaminio V., Di Rienzo M. " I giocattoli sono cose che vogliono essere giocate╔" Qualche considerazione su creatività e gioco nel pensiero di Marion Milner e di Donald Winnicott. Pag. 258-263.

Sommario. Gli autori discutono alcuni concetti di Marion Milner e D. Winnicott mettendo in rilievo come l'esperienza di immagini condivise abbia costituito una sorta di esperienza transizionale per entrambi: come una sorta di two-way journey, essa ha consentito il paradosso di un confluire del pensiero dell'una in quello dell'altro, e viceversa, e al contempo del costituirsi di due idiomi così personali e soggettivi.

N° 15 voci bibliografiche

Richard e Piggle. Volume 8, numero 3, settembre/dicembre 2000

Lucarelli D. Marion Milner: l'Arte come metodo. Pag. 264-270.

Sommario. L'autrice considera alcuni aspetti del pensiero di marion Milner sull'espressione artistica e sulla fruizione dell'opera d'arte. Vengono messe in evidenza soprattutto le riflessioni riguardanti l'importanza, nell'espressione artistica, dell'alternarsi degli stati di indistinzione con l'attività della mente di superficie.
L'esperienza artistica è così vista come un modo di funzionamento psichico che permette di risperimentare nel corso della vita stati mentali, abitualmente presenti nell'infanzia, e più difficilmente esprimibili nell'età adulta.

N° 11 voci bibliografiche

Richard e Piggle. Volume 8, numero 3, settembre/dicembre 2000

Natoli E. Pensare per immagini. Modi non discorsivi di sperimentare i pensieri. Pag. 271-279.

Sommario. Il lavoro ripercorre alcune tappe della riflessione di marion Milner sul "linguaggio delle immagini", inteso come tramite elettivo di espressione e rappresentazione di un livello di esperienza pre-individuale, l' "esperienza sensoriale primaria". Si tratta di uno stato di fusione ed indifferenziazione , propria dei momenti precoci dello sviluppo, ma anche di una qualità specifica e ricorrente del funzionamento mentale.
Particolare risalto viene dato alla proposta dell'autrice di considerare il bisogno intrinseco nell'individuo di periodici ritiri, esoneri temporanei dall'oggettività.
Vengono indagate le condizioni che consentono il reiterarsi di "stati narcisistici benigni", garantiti dalla capacità della mente di realizzare l'alternarsi di modalità complementari di coscienza (attenzione concentrata/ristretta o allargata/diffusa).

N° 13 voci bibliografiche

Richard e Piggle. Volume 8, numero 3, settembre/dicembre 2000

Tabanelli L. Marion Milner prima di Marion Milner. Brevi note sul libro "Una vita tutta per sé". Pag. 280-282.

Sommario. L'autrice descrive brevemente le impressioni personali ricavate dalla lettura di uno dei più interessanti testi pre-analitici di Marion Milner, pubblicato con uno pseudonimo, scritto sulla base del suo diario.

N° 3 voci bibliografiche

TEORIA E TECNICA

Richard e Piggle. Volume 8, numero 3, settembre/dicembre 2000

Lanyado M. Fenomeni transizionali e cambiamento psichico: il ruolo del transfert e della relazione "attuale" nel passaggio dall'affidamento all'adozione. Pag. 283-293.

Sommario. In questo lavoro viene discusso quel tipo di cambiamento psichico che avviene in modo tranquillo, piuttosto che drammatico, e viene avanzata l'ipotesi che i fenomeni transizionali svolgano un ruolo importante all'interno della relazione "attuale" nel facilitare questo cambiamento. Vi si sostiene la tesi secondo cui l'intensa sintonizzazione del terapeuta verso il paziente, all'interno dello spazio transizionale cui Winnicott attribuisce un valore tanto centrale per il processo psicoterapeutico, genera il terreno fertile per la creazione di nuovi oggetti transizionali che sono d'aiuto nel condurre il paziente attraverso il processo doloroso, ma potenzialmente creativo del cambiamento. Vengono forniti esempi clinici tratti dal trattamento di due pazienti di età inferiore ai cinque anni nel periodo della terapia in cui stavano affrontando il passaggio dalle famiglie affidatarie , con cui avevano trascorso un lungo periodo, alle famiglie adottive.

N° 10 voci bibliografiche

Richard e Piggle. Volume 8, numero 3, settembre/dicembre 2000

Miglioli C., Pati A.M., Roseghini R. Il setting come spazio transizionale. Riflessioni sul pensiero di D.W. Winnicott. Pag. 294-310.

Sommario. Il setting è per Winnicott luogo e tempo del gioco relazionale da cui possono emergere il Sé e l'oggetto. Creazione di un ambiente facilitante e interpretazione delle fantasie inconscie sono i due momenti che definiscono e strutturano il setting: la terapia psicoanalitica ha la funzione di far emergere lo spazio transizionale là dove non c'è e di tenerlo aperto e di consolidarlo là dove esiste. Per Winnicott, la teoria nasce dalla clinica e affonda le sue radici nella persona del terapeuta. Perché sia possibile uno spazio condiviso, il terapeuta utilizza tutto ciò che egli è, oscillando fra fantasie personali, conoscenze acquisite, realtà che il paziente gli presenta.
Il lavoro presentato è di tipo associativo: errando tra gli scritti e la vita di Winnicott, tra le emozioni e le riflessioni che la conoscenza di Winnicott ha suscitato negli autori, trova il suo filo conduttore nella loro esperienza clinica e propone di aprire un confronto col lettore sui significati del setting.

N° 22 voci bibliografiche

Richard e Piggle. Volume 8, numero 3, settembre/dicembre 2000

Peluso. M. Note sulla gruppalità intra e inter-soggettiva nella psicosi. Pag. 311-330.

Sommario. In questo articolo l'autrice riflette sulle patologie psicotiche, proponendosi di articolare ed integrare fra loro la prospettiva intrapsichica e quella intersoggettiva e gruppale. In quest'ultima rientrano le ricerche e le ipotesi sulla trans-generazionalità, sviluppate ed approfondite particolarmente da alcuni autori della Scuola Psicoanalitica Francese.
Come emerge dai casi clinici riportati e dai riferimenti teorici che li precedono, l'attenzione alla dimensione gruppale, interna ed esterna, può aiutare a comprendere meglio la struttura stessa della personalità psicotica, le sue angosce ancestrali e le sue difese.

N° 27 voci bibliografiche

DIARIO CLINICO

Richard e Piggle. Volume 8, numero 3, settembre/dicembre 2000

Del Greco E. La conquista del tempo: un passaggio all'adolescenza. Pag. 331-344.

Sommario. La discussione del materiale clinico ricco di disegni di un preadolescente, consente di formulare alcune ipotesi sulle angosce determinate dall'impatto con la percezione della temporalità nel passaggio preadolescenza-adolescenza. Le trasformazioni della pubertà impongono all'attenzione del preadolescente il suo corpo che cambia, con le sensazioni e i vissuti che da esso promanano, attivando interrogativi sul tempo, angosce e difese relative. La specificità della transizione all'adolescenza richiede quindi un'attenzione particolare dell'analista alle dinamiche psichiche attivate dalla percezione della temporalità. L'angoscia di morte struttura difese di tipo fobico che allontanano la percezione della temporalità. Il lavoro analitico, centrato sull'asse verticale del rapporto corpo-mente, consente di affrontare queste angosce aprendo il preadolescente alla consapevolezza e discriminazione dei diversi mondi in cui può vivere e crescere mentalmente o, al contrario, rimanere imprigionato quando non accetta i limiti del corpo e la realtà del tempo.

N° 11 voci bibliografiche

 

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