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La consultazione nella prima infanzia di Bianca Micanzi Ravagli - 04/07/2007

Pubblicato in Yahoo!Salute

La consultazione nella prima infanzia
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore


È possibile richiedere una consultazione psicoanalitica per la prima infanzia?
Quali sono i motivi per cui viene richiesta?
La consultazione nella prima infanzia ha una suo carattere specifico?
Consultazione è sinonimo di valutazione diagnostica?
Quali possono essere i risultati della consultazione con i bambini piccoli?


È possibile richiedere una consultazione psicoanalitica per la prima infanzia?

Da diversi anni a questa parte è maturata l’esigenza di una cultura nuova rispetto al benessere e alla salute mentale dei bambini piccoli. In passato, la consultazione nell’infanzia era legata soprattutto alla valutazione diagnostica di patologie spesso molto serie e, per di più, segnalate con ritardo, in genere all’ingresso della scuola elementare quando il ritardo evolutivo del bambino non poteva più essere negato.
Oggi è molto cresciuta l’attenzione per la vita mentale del bambino fin dalla primissima infanzia e si è convinti che occorre restituire significato psicologico a sintomi come i disturbi del sonno e dell’alimentazione, che un tempo erano considerati di esclusiva competenza pediatrica. Inoltre si tende a pensare che, attraverso una maggiore sensibilità al disagio dei bambini sotto i cinque anni, i genitori sono in grado di cogliere più precocemente i segnali di sofferenza psichica, di prevenire le difficoltà o di intervenire più tempestivamente e con maggior successo sul loro nascere.


Quali sono i motivi per cui viene richiesta?

I più frequenti riguardano il mancato raggiungimento di tappe evolutive che vengono considerate normali: difficoltà nello svezzamento o nell’alimentazione, nell’addormentamento e nel sonno, nella capacità di adattarsi a persone che non siano i genitori, ritardo nel controllo degli sfinteri. La gamma dei disturbi è molto ampia e include anche ritardi nello sviluppo linguistico e difficoltà a socializzare.
A volte, ma non sempre, la consultazione viene richiesta in momenti di cambiamento nell’assetto familiare (gravidanza, primi mesi di vita, nascita di un fratellino, ingresso al nido e alla materna) o anche di crisi (malattie, separazioni, eventi traumatici). La consultazione nella prima infanzia, quindi, si indirizza in modo ampio ai futuri genitori, ai genitori di neonati e di bambini sotto i cinque anni che chiedono un aiuto per specifici problemi sullo sviluppo dei loro figli.


La consultazione nella prima infanzia ha una suo carattere specifico?

Lo specifico è in genere legato all’urgenza. Un bambino piccolo non può aspettare. La preoccupazione che desta il rifiuto del cibo nei lattanti è molto intensa. Mai come in questo caso è vero per i genitori il detto che il cibo è vita. Quando un bambino non dorme, tutti ne risentono. E tutti conoscono la trepidazione con la quale si aspettano i primi passi e le prime parole. C’è quindi un’urgenza da parte dei genitori nel momento in cui richiedono una consultazione. Ma anche le richieste del bambino, richieste espresse dai sintomi, sono urgenti: il ritmo della crescita nella prima infanzia è talmente accelerato che ogni giorno segna un cambiamento e un progresso.


Consultazione è sinonimo di valutazione diagnostica?

In passato la consultazione nei bambini sotto i cinque anni era orientata prevalentemente alla valutazione diagnostica individuale ed aveva quindi una connotazione più legata alla patologia. Oggi, alla consultazione nella prima infanzia viene riconosciuta una valenza più ampia di intervento rivolto congiuntamente al recupero delle potenzialità di sviluppo del bambino e delle competenze genitoriali.
L’attenzione si concentra sulla relazione bambino-genitori. I modi in cui essa si manifesta ci permettono di immaginare gli scenari della genitorialità in quel particolare nucleo familiare. Infatti la nascita del bambino costringe i genitori ad una rivisitazione del proprio mondo interno, delle figure e dei rapporti che lo definiscono. Questa rivisitazione, che segna il passaggio alla piena maturità e al divenire genitori mentalmente e non solo biologicamente, per molti non può avvenire in modo adeguato per la difficoltà ad elaborare difficoltà e sofferenze legate alla loro passata condizione di figlio.

Quali possono essere i risultati della consultazione con i bambini piccoli?

Una maggiore consapevolezza delle difficoltà che si incontrano nel divenire genitori offre loro un prezioso aiuto nella conoscenza di sé e delle proprie risorse e spesso permette loro, nel corso della consultazione, di guardare al rapporto con il proprio bambino con occhi diversi. Questa esperienza è in genere di grande aiuto ai bambini, poiché fornisce loro una sorta di primo soccorso in condizioni di urgenza e può sbloccare situazioni di impasse evolutiva. Se pensiamo che la prima infanzia è un periodo caratterizzato da un grandissimo potenziale evolutivo, sia per la fluidità delle situazioni interne che per i rapidi cambiamenti indotti dalla crescita, non ci stupiremo della rapidità dei miglioramenti che un bambino sotto i cinque anni può realizzare con l’aiuto di una consultazione.

A cura di Bianca Micanzi Ravagli
Psicologa, Psicoterapeuta
Membro didatta AIPPI

Rubrica a cura di Bianca Micanzi Ravagli
Membro didatta AIPPI
Redazione della rivista Richard & Piggle

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